Ampia partecipazione, grande interesse e un’aula gremita hanno caratterizzato la giornata di ieri a Cassino in occasione del convegno "LA STRADA È DI TUTTI - PEDALARE IN SICUREZZA", tenutosi presso la Sala Civica Comunale "Sen. Pier Carlo Restagno".
L'iniziativa, promossa dalla consigliera comunale Mercedes Galasso e realizzata in stretta collaborazione con l'associazione APROCIS guidata dal presidente Antoine Tortolano, ha visto la partecipazione attiva della Fondazione Michele Scarponi e della Croce Rossa Italiana – Comitato di Cassino.
All'invito rivolto dagli organizzatori la Federazione Ciclistica Italiana ha risposto "presente" con una qualificata e compatta rappresentanza istituzionale: presente il Vice Presidente Regionale Tony Vernile per il Comitato Regionale FCI Lazio, unitamente al Presidente Roberto Soave e alla consigliera Francesca Coppola per il Comitato Provinciale FCI Frosinone, a conferma dell'impegno corale di tutto il movimento ciclistico sui temi della prevenzione, della convivenza tra utenti della strada e della tutela dei soggetti fragili.
La sequenza degli interventi: dai saluti del Sindaco all'impegno per le scuole
A fare gli onori di casa aprendo la serie degli interventi è stato il Sindaco di Cassino Enzo Salera, che ha accolto i presenti rimarcando l'importanza dell'evento per la comunità locale.
La parola è poi passata alla promotrice della serata, la Consigliera Comunale Mercedes Galasso, la quale ha illustrato la genesi del progetto. Di seguito, l'intervento dell'Assessore allo Sport Maria Concetta Tamburrini ha aperto ufficialmente il tema centrale dell'educazione nelle scuole e del coinvolgimento delle Istituzioni, evidenziando come proprio dal mondo scolastico debba partire l'azione prioritaria per formare una nuova consapevolezza sulla sicurezza e sul rispetto della vita umana.
Il dibattito è proseguito con gli interventi di Antoine Tortolano (Presidente APROCIS) e dell'ex professionista ciociaro Franco Vona, che ha offerto un prezioso contributo illustrando nel dettaglio, da una prospettiva tecnica ed esperienziale, le principali criticità che caratterizzano le strade moderne.
Nella parte conclusiva della serata, guidata dalle domande e dalle sollecitazioni della moderatrice Elena Pittiglio, il pubblico ha potuto ascoltare la toccante testimonianza di Marco Scarponi e le riflessioni dell'ospite d'onore Francesco Moser, oltre al contributo di Gianrico Langiano per Demetra Assicurazioni.
Infine, a conclusione della serata, è stata data la parola per ultimo al Vice Presidente Regionale del CR Lazio Tony Vernile, che è intervenuto ringraziando gli organizzatori per la bellissima serata ed esprimendo l'auspicio che questo convegno possa rappresentare l'inizio di una lunga serie di incontri dedicati alla sicurezza stradale sul territorio.
La toccante testimonianza della Fondazione Scarponi: il lavoro nelle scuole e il logo del "piede a terra"
Uno dei momenti più intensi e commoventi dell'incontro è stato segnato dall'intervento di Marco Scarponi, segretario della Fondazione intitolata a suo fratello Michele Scarponi, il grande campione scomparso tragicamente nel 2017 dopo essere stato investito durante un allenamento in bicicletta.
Marco ha illustrato il capillare lavoro che la Fondazione porta avanti ormai da anni proprio nelle scuole di tutta Italia per educare i più giovani alla sicurezza e all'empatia sulla strada, rivolgendo un accorato invito alle Istituzioni ad agire senza indugio e ad adottare ogni misura possibile per arginare questa piaga.
Nel ripercorrere la vita ciclistica e umana del fratello, Marco ha condiviso con i presenti la genesi e il profondo significato del logo della Fondazione, che ritrae Michele con il piede appoggiato a terra. Un'immagine ispirata a una delle pagine più poetiche e generose del ciclismo moderno: la 19ª tappa del Giro d'Italia 2016, sul Colle dell'Agnello. Michele era lanciato in solitaria verso una memorabile vittoria di tappa quando ricevette dall'ammiraglia l'ordine di fermarsi per attendere il suo capitano Vincenzo Nibali, lanciato nella rimonta maglia rosa. Senza esitare, l'Aquila di Filottrano mise il piede a terra sul ciglio della strada, rinunciò al trionfo personale e scortò il proprio capitano a ritmo forsennato.
Quel gesto di immenso altruismo e lealtà sportiva è diventato il simbolo della Fondazione: il valore del sapersi fermare, di mettere il piede a terra per aspettare chi è in difficoltà e di rimettere la vita, il rispetto e la sicurezza sempre prima di ogni corsa.
Particolarmente forte e profonda è stata poi la riflessione di Marco Scarponi sulla percezione della violenza stradale nella società odierna:
«Fino a quando non accade a te, la morte sulle strade sembra quasi una cosa normale.»
Un'affermazione che ha scosso la sala, richiamando tutti alla responsabilità collettiva per abbattere l'assuefazione e l'indifferenza nei confronti delle tragedie quotidiane.
Scuole, convivenza e lo sguardo dei Campioni: i temi chiave emersi dal dibattito
Il tavolo dei relatori ha sviluppato un dibattito ricco di spunti concreti e riflessioni necessarie sullo stato attuale della viabilità e sulle azioni urgenti da intraprendere:
- L'urgenza di agire dal basso: il mondo della Scuola. Di fronte ai tempi spesso lunghi delle riforme a livello centrale, è emersa la profonda sensibilità nel promuovere percorsi formativi partendo proprio dalle scuole. I bambini comprendono con immediatezza e facilità i pericoli della strada, sia quando pedalano sia quando muovono i primi passi da pedoni, anch'essi utenti fragili da tutelare. L'educazione scolastica permetterà di formare i futuri automobilisti di domani, rendendoli più attenti, meno distratti e capaci di guardare al ciclista con rispetto anziché con pregiudizio.
- L'analisi tecnica dell'ex professionista ciociaro Franco Vona. Un importante contributo tecnico è giunto da Franco Vona, orgoglio del ciclismo ciociaro. Da ex corridore professionista, Vona ha analizzato con chiarezza e precisione le criticità strutturali e i pericoli quotidiani della rete viaria attuale, sottolineando come l'aumento della velocità dei veicoli, il traffico congestionato e la mancanza di spazi dedicati rendano la strada un luogo ad alto rischio che richiede interventi urgenti e mirati.
- Una reale cultura della convivenza. Diversi interventi hanno evidenziato come la strada appartenga a tutti e come sia fondamentale superare la sterile contrapposizione tra automobilisti e ciclisti. Il problema della sicurezza è reale e complesso, ma la realtà dei fatti dimostra che le responsabilità non ricadono mai su una sola categoria: serve costruire una vera cultura della convivenza, del rispetto delle regole e dell'attenzione reciproca.
- L'analisi del Campionissimo Francesco Moser. Di straordinario valore è stato il contributo dell'ospite d'onore Francesco Moser. Il "Campionissimo", nel confrontare il ciclismo di oggi con quello della sua epoca, ha ripercorso le evoluzioni e i rischi crescenti per i corridori e per chi lavora sulle due ruote, arricchendo la serata anche con aneddoti personali e momenti di piacevole convivilità.
Il commento del Presidente del CP Frosinone, Roberto Soave
A margine di questo resoconto, il Presidente del Comitato Provinciale FCI Frosinone, Roberto Soave, ci tiene ad aggiungere una riflessione a supporto dell'iniziativa:
«Desidero ringraziare in primis la consigliera comunale Mercedes Galasso, Antoine Tortolano e l'associazione APROCIS, oltre all'Amministrazione Comunale di Cassino per il graditissimo invito e per aver promosso questa importante occasione di confronto. Come Comitato Provinciale rispondiamo 'presente' con spirito di piena collaborazione.
Iniziative di questo genere rappresentano un'opportunità fondamentale per incontrarsi e confrontarsi su un tema cruciale come la sicurezza stradale, un'esigenza particolarmente sentita e prioritaria. È stato un momento di grande spessore umano e culturale, reso ancor più prezioso dai contributi di Marco Scarponi, Francesco Moser e Franco Vona. Come Federazione continueremo a lavorare in sinergia con le Istituzioni e il mondo della scuola per promuovere la cultura del rispetto reciproco e della prevenzione sulle nostre strade.»