Si è chiusa sul traguardo finale di Nizza la parentesi del Tour de France Femmes, corsa a tappe che ha visto tra le formazioni in gara la Lidl-Trek. All'interno dello staff del team tedesco, un ruolo operativo e di continuo supporto sul campo è stato svolto da Valerio D'Emilio, impegnato quotidianamente nella gestione fisica delle atlete.
La stagione di D'Emilio con la Lidl-Trek lo ha visto impiegato in diverse trasferte del calendario internazionale: prima della gara a tappe francese, ha infatti lavorato al seguito del team maschile al Tour de Suisse e successivamente con la squadra femminile al Tour de Pologne Women. Un'attività ordinaria fatta di logistica, cura dei dettagli e assistenza continua per garantire la piena efficienza dei corridori della formazione WorldTour.
Di rientro da queste trasferte con la squadra, Valerio ha raccontato il suo lavoro nello staff, la routine quotidiana e le dinamiche operative di un team professionistico.
L'Intervista
Da poco rientrato dal Tour de Pologne femminile e prima ancora dal Tour de Suisse maschile, oggi hai chiuso a Nizza il Tour de France Femmes: come si gestiscono ritmi e trasferte così serrati?
«I primi anni forse c'è più entusiasmo nel gestire le trasferte, ma è anche più difficile per via della poca esperienza. Ormai credo di aver fatto la mia gavetta, anche se guardare lo staff più "anziano" ed esperto di me è sempre un grande spettacolo! Viaggiare da corridore è un conto: loro in pratica devono pensare solo a pedalare, dormire, mangiare e fare le conferenze stampa... e non è comunque semplice gestire tutta quella pressione, perché tutti vorrebbero vincere, ma si sa che alla fine vince uno solo. Da staff è tutt'altra storia: si lavora per mettere gli atleti nelle migliori condizioni possibili. Non è facile stare lontani da casa, è un mestiere che si fa solo con una forte passione. Nei grandi Giri siamo fortunati perché c'è più personale, la forza lavoro è maggiore ed è tutto gestito meglio. Ho la fortuna di far parte di uno dei team migliori al mondo, in Lidl-Trek si sta davvero bene. Per tanti anni ho lavorato in una squadra minore italiana che mi ha forgiato: se non fosse stato per loro non sarei qui, perché nelle realtà più piccole non è mai semplice.»
Com'è la giornata tipo di un massaggiatore della Lidl-Trek dalla mattina prima della partenza a fine tappa?
«Si inizia la mattina presto e non si sa mai a che ora si finirà... ma il bello è proprio questo, si respira ciclismo 24 ore su 24. Bisogna stare attenti ai minimi dettagli. Alla fine il massaggio è solo l'ultimo dei compiti: c'è un enorme lavoro dietro che in TV giustamente non si vede, dove passa solo la gara. Parlo del preparare gli hotel, le valigie, i vari rifornimenti, i trasferimenti a fine tappa, il ghiaccio quando fa caldo e molto altro.»
Tra la corsa maschile in Svizzera e i Tour femminili in Polonia e Francia, quali differenze ci sono nella gestione fisica dei corridori?
«Ogni atleta è unico, perciò sta a me adattarmi a ciascuno di loro: c'è chi preferisce rilassarsi durante il massaggio e chi invece vuole essere "sciolto" con un lavoro più profondo. È un discorso che vale sia per gli uomini che per le donne. L'unica differenza sostanziale riguarda i rifornimenti di carboidrati nelle borracce, dove le donne ne usano quantità minori.»
Chiusa la parentesi del Tour de France Femmes, quali saranno i tuoi prossimi impegni in calendario con il team?
«Adesso, chiusa questa parentesi al Tour, salvo imprevisti (che vanno sempre messi in conto) dovrei riprendere a settembre in Belgio con la Devo Team e poi al Giro di Croazia con i Professionisti, per poi chiudere a ottobre con le donne nel calendario italiano.»
Il lavoro svolto da D'Emilio per la Lidl-Trek mostra la complessità organizzativa che affronta ogni squadra professionistica durante la stagione. Tra logistica, trattamenti e lunghi trasferimenti al seguito delle gare, il supporto dello staff resta un elemento costante dell'attività quotidiana del team nelle competizioni di vertice.