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Il debutto di Antonio Tiberi al Tour de France: la Ciociaria sogna sulle grandi montagne della Grande Boucle

Antonio Tiberi

Adesso le carte sono state scoperte e le ambizioni ufficializzate: Antonio Tiberi sarà il leader per la classifica generale della Bahrain-Victorious al Tour de France 2026. Con la pubblicazione del roster ufficiale per la 113ª edizione della Grande Boucle, che scatterà sabato 4 luglio da Barcellona, è arrivata la definitiva investitura per il venticinquenne scalatore azzurro, pronto ad affrontare l'esame di maturità più importante della sua carriera.

Nativo di Frosinone e cresciuto a Gavignano – paese situato a pochissimi metri dal confine provinciale frusinate e legato indissolubilmente al nostro territorio, dove Antonio ha mosso i primi passi agonistici con la storica maglia dell'Anagni Cicli Nereggi –, Tiberi è a tutti gli effetti un orgoglio ciociaro pronto a portare la nostra terra sulle vette del ciclismo mondiale prima del suo definitivo trasferimento a San Marino. Dopo aver accumulato una solida esperienza tra Giro d'Italia e Vuelta a España, il Tour rappresentava l'ultimo e più prestigioso tassello mancante nella sua crescita. La squadra mediorientale lo schiera con gradi chiari e un obiettivo dichiarato dallo stesso staff tecnico guidato dal direttore sportivo Roman Kreuziger: supportarlo e proteggerlo lungo le tre settimane per puntare con decisione a un piazzamento nella top-10 finale a Parigi. Sebbene la Bahrain-Victorious punti molto sulle vittorie di tappa – potendo contare su un organico completo con cacciatori di frazioni come Matej Mohorič, lo scalatore Lenny Martinez (focalizzato sui traguardi parziali e sulla maglia a pois) e il velocista Phil Bauhaus –, il fulcro per le sorti della generale sarà interamente sulle spalle del corridore nostrano.

L’asse con Damiano Caruso e il passaggio di consegne

La vera forza di Tiberi in questo debutto francese risiede però in una colonna portante d'eccezione: Damiano Caruso. Tra il veterano siciliano e il giovane talento laziale si è consolidato negli anni un rapporto speciale che va ben oltre la semplice dinamica di squadra. In quello che sarà l'ultimo Grande Giro della sua gloriosa carriera prima di salire in ammiraglia come direttore sportivo, Caruso avrà sia la libertà di cercare una vittoria di tappa personale per completare la tripletta nei tre Grandi Giri, sia il compito delicatissimo di fare da chioccia e scudiero in montagna ad Antonio. Kreuziger lo ha confermato chiaramente: «Damiano ha recuperato alla grande dalle fatiche precedenti ed è arrivato al Tour in forma smagliante; il suo ruolo sarà fondamentale per proteggere e guidare Antonio in salita». Una fiducia cieca che Tiberi ricambia totalmente, pronto a seguirne le traiettorie e i consigli nei momenti cruciali della corsa.

Una preparazione intelligente: i segreti del Teide e il Tour de Suisse

Il percorso che ha portato Tiberi fino a Barcellona è stato programmato con estrema attenzione scientifica. Dopo aver chiuso il Tour de Romandie a inizio maggio, il ciclista nostrano ha affrontato un lungo periodo di altura sul Teide, alle isole Canarie. Un ritiro estivo gestito con estrema intelligenza e prudenza dallo staff tecnico: per evitare i rischi legati al grande caldo e allo stress termico, Tiberi ha macinato molte ore in sella accumulando grandi volumi di fondo senza però cercare fuori giri o ritmi troppo elevati.

Una scelta strategica che l’atleta ha rifinito mettendo nelle gambe i chilometri veri del Tour de Suisse. Nonostante le risposte in allenamento e i dati fossero eccellenti, il ritorno in gara dopo un lungo stop ha inizialmente presentato il conto in termini di ritmo gara, portandolo a soffrire in alcune frazioni più dure per la mancanza di picchi di intensità. Uno sforzo che Tiberi e i suoi preparatori considerano però del tutto positivo: «Gareggiare prima dell'appuntamento principale mi serve sempre per rimettere in moto il fisico e capire quali ritocchi fare» aveva dichiarato lo scalatore a Bici.PRO, mantenendo un approccio sereno e focalizzato sul lungo periodo.

Il livello dei partenti di questo Tour de France 2026 sarà il più alto in circolazione, visti i mostri sacri presenti al via – a partire da Tadej Pogačar –, ma il portacolori ciociaro affronta la sfida con la giusta dose di maturità e determinazione, conscio dei propri mezzi e desideroso di scoprire i propri limiti sulle strade più importanti del mondo. Tutta la Ciociaria è pronta a seguire e a sostenere il suo campione sulle Grandi Salite che hanno fatto la storia del ciclismo.


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