Roccasecca e l'intera Ciociaria sbarcano sulla ribalta del ciclismo mondiale. Con la pubblicazione della rosa ufficiale della Groupama-FDJ United per il Tour de France 2026, è arrivata la conferma: Lorenzo Germani, classe 2002, farà il suo debutto assoluto nella corsa più importante del mondo che scatterà sabato 4 luglio da Barcellona.
In una squadra storicamente legata alla propria identità nazionale, la convocazione del giovane roccaseccano rappresenta una splendida eccezione azzurra. La compagine transalpina punterà soprattutto sul fresco campione nazionale Romain Grégoire e sull'esperienza di Guillaume Martin per le frazioni più impegnative, potendo contare in salita anche su scalatori del calibro di Clément Berthet e Clément Braz Afonso. Insieme a loro, a completare un organico che promette di dare battaglia nelle frazioni mosse e di inserirsi nelle fughe, ci saranno Ewen Costiou, Quentin Pacher e Clément Russo. Finire in un roster di questo spessore è la testimonianza tangibile della fiducia che i direttori sportivi francesi ripongono nella solidità e nello spirito di sacrificio di Germani.
I segreti della preparazione: il colosso Sierra Nevada
Ma come si costruisce una condizione fisica capace di reggere l'urto della corsa più dura del mondo? La risposta sta a 2.500 metri d'altezza, sui brulli e affascinanti paesaggi di Sierra Nevada, nel sud della Spagna. Germani ha trascorso lì un intenso blocco di preparazione di tre settimane, immerso in un ambiente che respirava già "aria di Tour" vista la massiccia presenza di quasi tutti i team del WorldTour.
«Qui a Sierra Nevada le strade sono buone, c'è meno traffico ed è molto comodo per i veicoli d'appoggio – ha raccontato Germani in un'intervista a Bici.PRO –. Inoltre, la risalita è lunga e lenta: per fare hot training attivo basta coprirsi un po' di più salendo. Non essendoci alta velocità, l'aria non ti rinfresca ed è perfetto per abituarsi al grande caldo delle corse estive».
Il lavoro svolto dal ciclista roccaseccano è stato massiccio e metodico, focalizzato soprattutto su grandi volumi di fondo a bassa intensità e su un mirato richiamo di forza in palestra (svolto 5-6 volte nel corso del ritiro), passando dai carichi pesanti iniziali alla forza esplosiva ad alta velocità d'esecuzione. Il tutto sfidando la rarefazione dell'aria che si fa sentire superati i 2.800 metri fino a sfiorare i 3.000 metri dell'osservatorio: «La mancanza d'aria si nota soprattutto dai battiti – spiega Lorenzo –. Procedi allo stesso ritmo, ma man mano che sali le frequenze cardiache si alzano».
Alimentazione al millimetro e vita da Chalet
A supportare i corridori in quota, la Groupama-FDJ ha schierato una vera e propria task force: direttori sportivi, allenatori, massaggiatori, un meccanico e la fondamentale accoppiata composta da nutrizionista e cuoco per seguire un piano alimentare rigidissimo. «In altura il dispendio energetico è maggiore. Si mangia tantissimo in bici e un po' meno fuori dalla sella. Mangiando così tanto durante l'allenamento, alla fine la fame nel post-gara quasi non si sente, e questo permette al peso di scendere o restare stabile» ha svelato il corridore ciociaro.
Oltre alla fatica pura, il ritiro in Spagna è servito a cementare il gruppo in vista delle tre settimane francesi. Alloggiando in un grande chalet, i corridori hanno vissuto in totale simbiosi: «Stando insieme negli appartamenti c'è più coesione. Si mangia, si sta sul divano a guardare le corse nel pomeriggio... Il tempo passa velocemente e l'ambiente è davvero simpatico e divertente».
Il movimento ciclistico italiano sta lentamente ritrovando profondità e il fatto che un ragazzo di Roccasecca sia stato scelto da una delle squadre più tradizionaliste del World Tour per affrontare la corsa più importante del mondo riempie d'orgoglio tutto il nostro territorio. La Ciociaria è pronta a spingere Lorenzo sui pedali: la caccia alle strade di Francia è ufficialmente aperta.